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Sollecito di morosità condominiale: guida pratica e modello
Il sollecito è la comunicazione più delicata che uno studio manda: chiede denaro, cita cifre e scadenze, e finisce spesso archiviata come prova. Ecco come farlo bene — e perché in Condo AI lo scrive un template, non l'AI.
aggiornato: ottobre 2026 · 6 min di lettura
Rata scaduta, condòmino in ritardo: prima o poi capita in ogni condominio. Il sollecito di pagamento serve a due cose — riportare il pagamento a galla e documentare, con data certa, che l'amministrazione ha chiesto il saldo. Farlo bene non è complicato, ma farlo bene e per decine di unità alla volta è il vero lavoro. Partiamo dalle basi.
Quando inviare il sollecito
Il momento naturale è subito dopo la scadenza della rata: qualche giorno di ritardo può essere una dimenticanza, ma più il tempo passa più il recupero diventa faticoso. Regola pratica condivisa da molti studi: un promemoria garbato nei primi giorni, poi il sollecito vero e proprio. Il regolamento di millesimi o le delibere del tuo condominio possono stabilire termini e modi precisi: verificali sempre prima di scrivere.
Cosa deve contenere (checklist)
- Nominativo e unità immobiliare del condòmino, con chiarezza.
- L'elenco delle rate scadute: descrizione, data di scadenza e importo di ciascuna — meglio in una tabella ordinata.
- Il totale dovuto, ben visibile, corrispondente alla somma delle rate.
- Gli estremi per pagare: intestatario del conto e IBAN, con una causale che richiami l'unità e le rate saldate.
- Un tono fermo ma civile: si chiede un pagamento, non si aprono contese — quelle, se servono, hanno altre sedi.
Un modello pronto da adattare
Modello di sollecito (da personalizzare)
«Spett.le [Nominativo], unità [Scala/Interno] — con la presente le ricordiamo che la rata [descrizione] del condominio [Nome], scaduta il [data], risulta insoluta per un importo di € [importo]. Il totale attualmente dovuto è di € [totale]. La invitiamo a provvedere entro [termine] mediante bonifico a: [Intestatario] — IBAN [IBAN], causale [riferimento rata/condominio]. Per qualsiasi chiarimento o necessità di rateizzazione, ci può scrivere a [email dello studio]. Distinti saluti, [Nome studio]».
È un punto di partenza: ogni studio ha il suo tono e ogni condominio il suo regolamento. La sostanza però non cambia — chi, cosa, quanto, entro quando, dove.
Perché in Condo AI i solleciti non li scrive l'AI
Sembra un paradosso, in un software che porta l'intelligenza artificiale nello studio: ma le richieste di pagamento seguono un template fisso, compilato automaticamente con i dati reali — nome, condominio, importo (somma delle rate aperte), giorni di ritardo, estremi bancari. Nessun testo generato. La ragione è semplice: un modello linguistico può sbagliare in modo molto convincente, e su cifre e pagamenti un errore non è ammissibile. Determinismo prima di tutto.
Quel che il software toglie è il resto del lavoro: l'email parte già con la tabella delle rate scadutee il riquadro con gli estremi bonifico; i morosi si importano dal gestionale o da un file Excel senza creare duplicati; quando i destinatari sono tanti, l'invio parte a blocchi e la coda lavora da sola — puoi anche chiudere la pagina. E chi preferisce la chat, riceve il sollecito anche su WhatsApp.
Domande frequenti
Si può mandare il sollecito su WhatsApp?+
Sì, se il condòmino ha acconsentito a ricevere comunicazioni su quel canale: in Condo AI i solleciti partono via email e, se lo studio ha collegato la linea WhatsApp Business, anche in chat con un template approvato.
L'AI scrive i solleciti?+
No, per scelta precisa: le richieste di pagamento seguono un template fisso e deterministico, compilato con i dati reali delle rate. Nessun testo generato, nessuna cifra «inventata».
Ogni quanto rinnovare il sollecito?+
Non c'è una regola unica: dipende dal regolamento del condominio e dalla prassi dello studio. La funzione più utile non è il singolo sollecito ma la lista sempre aggiornata di chi è in mora, con importi e giorni di ritardo.
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