Risorse per l'amministratore

Riscaldamento in condominio: accensione, orari e regole

Quando si accende, per quanto tempo e a che temperatura: le regole del riscaldamento in condominio hanno date precise per zona climatica. La guida operativa per l'amministratore — con la tabella delle zone e le comunicazioni giuste da mandare ai condòmini.

aggiornato: ottobre 2026 · 6 min di lettura

La stagione termica ha date precise per zona climatica: la tabella del DPR 412/1993 resta la bussola.

Ogni autunno, la stessa telefonata: «ma quando accendiamo?». La risposta non è un'opinione: la stagione termica ha date e orari stabiliti per legge per zona climatica, con possibilità di anticipate e proroghe. E accanto alla legge c'è la vita del condominio: chi paga, chi decide gli orari di esercizio, chi mantiene l'impianto. Una guida per arrivare preparati al primo freddo.

Zone, date e ore: la tabella che comanda

Il DPR 412/1993 divide l'Italia in sei zone climatiche (A–F) in base ai gradi-giorno e fissa per ciascuna il periodo massimo di esercizio degli impianti termici e le ore massime giornaliere:

  • Zona A (es. Lampedusa, Porto Empedocle): 1 dicembre – 15 marzo, max 6 ore/giorno.
  • Zona B (es. Agrigento, Reggio Calabria): 8 dicembre – 7 marzo, max 8 ore/giorno.
  • Zona C (es. Napoli, Bari, Cagliari): 15 novembre – 31 marzo, max 10 ore/giorno.
  • Zona D (es. Roma, Firenze, Genova): 1 novembre – 15 aprile, max 12 ore/giorno.
  • Zona E (es. Milano, Torino, Bologna, quasi tutta la Pianura Padana): 15 ottobre – 15 aprile, max 14 ore/giorno.
  • Zona F (località più fredde): nessuna limitazione.

Due precisazioni oneste. Primo: negli inverni di contenimento energetico il Ministero ha ridotto eccezionalmente periodo e orari (per la zona E, ad esempio, 22 ottobre – 7 aprile con 13 ore): prima di comunicare le date ai condòmini, verifica che non ci siano disposizioni straordinarie in corso per la tua annata. Secondo: i comuni e le regioni possono autorizzare anticipi o proroghe per condizioni climatiche particolari.

Quanto caldo: la temperatura di legge

La Legge 10/1991 fissa a 20 °Cla temperatura ambiente convenzionale degli edifici, con una tolleranza di 2 gradi: scaldare oltre non è solo uno spreco — è fuori norma. Nella pratica di condominio questo si traduce in due buone regole: tarare la mandata sulla curva termica giusta e munire l'impianto di regolazione automatica, che oltre a rispettare la temperatura fa vivere meglio tutti (e riduce i conflitti sul «si muore di caldo / si gela»).

Chi fa cosa: amministratore, manutentore, condòmini

  • L'amministratorecura che l'impianto sia in regola: manutentore responsabile incaricato, libretto aggiornato, verifiche previste dalla normativa svolte nei tempi. All'accensione, comunica ai condòmini date, orari di esercizio e temperatura.
  • Il manutentore mette a punto la caldaia o la centrale prima della stagione: un tagliando anticipato a ottobre vale più di dieci interventi a novembre.
  • I condòmininon manomettono l'impianto e usano le valvole della propria unità: chi vuole meno calore chiude il proprio termosifone, non la caldaia di tutti.

La comunicazione giusta, a ottobre

Un avviso chiaro prima dell'accensione — date della zona, orari scelti dal condominio, temperatura, e il nome del manutentore per le emergenze — evita metà delle telefonate di novembre. Se lo studio usa una bacheca o un portale, l'avviso arriva una volta e resta visibile tutto l'inverno.

Domande frequenti

Si può accendere il riscaldamento prima della data della propria zona?+

In caso di condizioni climatiche eccezionali, i comuni possono autorizzare anticipi o prolungamenti della stagione termica: la richiesta va fatta al proprio Comune. Nel dubbio, l'anticipo formale è quello documentato.

Il condòmino può tenere il proprio radiatore spento?+

Può chiudere la propria valvola, ma le spese fisse dell'impianto centralizzato restano dovute secondo i criteri di ripartizione: consumi e quota fissa viaggiano su bini diversi, stabiliti in delibera o dal regolamento.

Chi si occupa della manutenzione dell'impianto centralizzato?+

L'impianto va mantenuto in efficienza da un manutentore qualificato, con le verifiche previste dalla normativa e il libretto dell'impianto aggiornato: nella pratica la responsabilità opera attraverso l'amministratore, che incarica il tecnico per il condominio.

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